Il centro storico di Lazise ospita le bancarelle del mercatino dell’artigianato mentre il porto diventa la cornice dello spettacolo coreografico “Stelle d’amore sul lago”, musica e performance artistiche dal vivo nella magica notte di San Lorenzo.

Nel 983 l’imperatore concesse l’autonomia amministrativa a Lazise e di fatto costituì il Primo Comune d’Italia. Il clou della festa è la domenica alle ore 11:45 in piazza Vittorio Emanuele, con la lettura del “Prìvìlegìum Ottonìs II” con i figuranti in costume.

Un percorso per mountain biker esperti che passa per la frazione di Colà della Rocca. Il tragitto, di 32 chilometri, è consigliato per ciclisti con un buon allenamento. Si parte dal porto di Lazise.

Giro in MTB di difficoltà intermedia. Il percorso è lungo 46 chilometri ed è consigliato per ciclisti con un discreto allenamento. Si arriva a Lazise.

Il monumento culturale secolare di Lazise

La Dogana Veneta è un celebre edificio del 1300 che si trova nella piazza principale di Lazise, a ridosso dell’antico porto e direttamente sulle rive del Lago di Garda. La struttura in epoca veneziana era adibita a dogana per il transito delle merci tra Lombardia e Repubblica di Venezia. Le imbarcazioni dovevano infatti farvi ingresso transitando sotto gli imponenti archi della sua facciata, prima di poter accedere al porto da un’apertura laterale.

Successivamente tale funzione venne meno con la caduta della repubblica, in quanto l’accesso dal lago fu interrato e l’edificio adibito ad altre funzioni. Restaurato nel 2003, l’edificio è stato destinato ad ospitare congressi, matrimoni, mostre d’arte, concerti, sfilate di moda, convention, nonché prestigiosi eventi culturali e mondani. La struttura unisce il gusto di una suggestiva cornice monumentale con le più moderne tecnologie di un centro congressuale, diventando una delle più eleganti ed esclusive location per eventi della provincia di Verona.

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Dogana Veneta di Lazise | Location per Eventi, Piazzetta Partenio, Lazise, VR, Italia

Il castello medievale di Lazise

Le prime notizie su Lazise risalgono al periodo tra l’888 e il 961 in cui il centro fu “villa libera”, cioè paese non soggetto ad alcun feudatario. Tra il 1375 e il 1381 Cansignorio della Scala rafforzò le mura che circondavano il paese, le quali erano intervallate da una ventina di torri e protette da tre porte, e costruì il castello scaligero, che apparteneva al complesso di opere difensive del territorio di Verona.

A seguire arrivarono quattro secoli di dominazione veneziana in cui Lazise divenne il paese più importante della sponda veronese del lago e il castello fu adibito a residenza dei magistrati della Repubblica veneziana. Durante l’occupazione asburgica, la rocca fu venduta ad un privato per una cifra irrisoria e divenne una comoda riserva di pietre per chi voleva costruirsi una casa. Nella seconda metà dell’ottocento il castello fu così acquistato dal conte Giovanni Battista Buri che lo restaurò e lo circondò di un meraviglioso parco, coniugando il fascino della natura con l’amore per il Medioevo.

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Castello Scaligero di Lazise, Via Castello, Lazise, VR, Italia

L’opera medievale di Lazise

Il Castello Scaligero di Lazise, costruito tra il 1375 e il 1381, appartiene al complesso di opere difensive del territorio veronese. Una delle principali vie che fiancheggiano la Rocca Scaligera, permette di ammirare la maestosità del castello, immersi in un’infinità di fiori, fino a Porta Lion, una delle tre porte d’ingresso del paese.

La prima è Porta Superiore, comunemente chiamata Porta San Zeno, che un tempo era l’unica porta di passaggio funzionante.
La terza e ultima porta fu costruita con l’ultimo tratto della cinta, subito dopo la morte di Cansignorio, da cui deriva il nome Porta Cansignorio oppure Porta Nuova. Internamente si trova un mosaico di uno dei due Santi Patroni di Lazise, San Martino. Dall’altro lato è presente un bassorilievo che raffigura la Madonna che sorge dalle acque del lago in tempesta, voluta dal sindaco Macola nel ’55.

Dall’analisi delle tecniche costruttive murarie, la fortificazione di Lazise risale all’epoca tardo scaligera. Tuttavia, con l’arrivo delle nuove tecnologie e delle tattiche di guerra, il castello perse importanza e venne acquistato prima dalla comunità di Lazise, e in seguito da famiglie private che tutt’oggi ne sono proprietarie.

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Mura scaligere di Lazise, Via Porta del Lion, Lazise, VR, Italia

Il porto di dominazione veneziana di Lazise

Una tappa fondamentale è il pittoresco Porto Vecchio di Lazise, situato ai piedi di Piazza Vittorio Emanuele II.
Alcuni documenti confermano che questo porto esisteva già nel X secolo, ma ha acquisito un ruolo centrale solo durante la dominazione veneziana. Durante quest’epoca infatti, non ebbe solo la funzione di ospitare le barche dei pescatori ma anche quella di scalo delle merci che transitavano tra Venezia, il Trentino e la Lombardia.

Alle estremità di Porto Vecchio, che inizialmente era di dimensioni minori rispetto all’attuale, c’erano due torri con un ingresso al porticciolo vicino alla torre più grande. Da qui partiva la cinta muraria che andava a collegarsi al resto della fortificazione medievale.
Per chi arriva a Lazise in barca esiste la possibilità di ormeggiarla temporaneamente, prendere parte a numerose escursioni o usufruire dei battelli del Lago di Garda.

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Porto, Lazise, VR, Italia

La chiesetta del porto vecchio di Lazise

La chiesetta romanica di San Nicolò, insieme alla Dogana Veneta, incornicia il Porto Vecchio del paese, costituendo una delle attrazioni da non perdere nel comune di Lazise. La pieve, dedicata a San Nicolò, protettore dei marinai e dei pescatori, è in stile romanico e risale alla fine del XII secolo.

Nel corso dei secoli la chiesetta ha subito diversi cambiamenti: in seguito al terremoto del 1117 e a causa di un incendio, alcune parti come l’abside del campanile andarono distrutte, ma successivamente ricostruite. Tra la chiesetta e la dogana esisteva, inoltre, un porticato sotto il quale si rogavano gli atti notarili necessari per adempiere alle attività commerciali della dogana. Tale portico fu demolito nel 1792 poiché divenuto deposito per reti da pesca e luogo di ricovero per animali abbandonati. A causa del degrado riscontrato, il cardinale Luigi di Canossa decretò nel 1879 la chiusura della chiesetta e si dovrà attendere fino al 1953 per la riapertura al culto.

Durante i lavori di restauro vennero alla luce varie parti di affreschi risalenti a diverse epoche rinascimentali, come il dipinto ad olio su tela posto dietro l’altare e la Madonna in stile bizantino collocata nel tabernacolo esterno, dono della famiglia Tabasini alla confraternita di San Nicolò.
Nel maggio 2017 sono stati infine commissionati ulteriori lavori di restauro, conclusi ad agosto 2020, con l’obiettivo di riportare la chiesetta allo splendore di un tempo.

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Pieve Romanica di San Nicolò, Via Fontana, Lazise, VR, Italia

La Chiesa secolare dei Santi Zenone e Martino

Nel centro storico di Lazise, nei pressi di Porta San Zeno, si trova la maestosa chiesa dei Santi Zenone e Martino, caratterizzata da una facciata bianca che insieme alle colonne decorate ricordano un tempio dell’antica Roma. Un’altra peculiarità di questa chiesa è il suo alto campanile bianco a pianta quadrata con sotto l’orologio.

I primi documenti che citano l’esistenza dell’attuale chiesa di San Zenone risalgono al XII secolo. La chiesa venne edificata all’interno della fortificazione di Lazise, come cappella soggetta alla Pieve di San Martino che invece si trovava fuori dalle mura. Un avvenimento importante per le sorti della precedente pieve è stato l’attacco nel 1528 delle truppe di Arrigo di Brunswick, al servizio di Carlo V, che misero a ferro e fuoco Lazise, distruggendo la pieve di San Martino che da quel momento venne abbandonata.

Alla fine del 1700 venne incaricato l’architetto Luigi Trezza per progettare l’ampliamento della Chiesa, ma i lavori furono poco tempo dopo interrotti, a causa dell’arrivo delle truppe francesi di Napoleone. Ripresero i lavori di restaurazione nel 1820, che però vennero nuovamente sospesi per la mancanza di fondi e finalmente completati nel 1840-41 grazie all’aiuto della popolazione.

La chiesa si presenta in perfetto stile neoclassico, come dimostrano le colonne che sostengono la trabeazione concluse con i capitelli in stile corinzio. Per unire il vecchio e il nuovo, all’interno sono collocati due altari laterali che risalgono alla chiesa precedente. Inoltre, potrete trovare alcune opere come: la pala di San Martino che si trova nel coro, la Via Crucis, la pala del Sacro Cuore e il Cristo.

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Chiesa parrocchiale dei Santi Zenone e Martino, Via Chiesa, Lazise, VR, Italia

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